martedì 27 maggio 2008

La storia inizia con i Giochi

Per la civiltà della Grecia classica il tempo usciva dall'indefinitezza e meritava di essere misurato solo a partire dall'anno della disputa dei primi Giochi Olimpici (per noi il 776 a.C.): basti questo fatto a dimostrare il valore attribuito a tale manifestazione.

Simbolo di pace e unione


I giochi costituivano un avvenimento di portata universale, capace di creare un temporaneo vincolo di unione tra città separate e spesso in lotta tra loro. Durante lo svolgimento dei Giochi nessuna guerra poteva essere dichiarata e, almeno in via di principio, i conflitti in corso dovevano essere sospesi: in ogni caso atleti e spettatori diretti alle Olimpiadi potevano transitare anche in zone belliche.
Giochi Olimpici erano in primo luogo una cerimonia religiosa in onore di Zeus: si tenevano su un terreno sacro ai piedi del tempio dedicato al dio, che veniva invocato dagli atleti nel corso del solenne giuramento di lealtà sportiva, momento culminante della giornata di apertura....

I criteri di partecipazione


I criteri di ammissione erano piuttosto rigidi; inoltre, fino alla trentaseiesima edizione, poterono gareggiare soltanto gli aristocratici. In seguito la partecipazione fu allargata a tutti i cittadini greci di condizione libera che non avessero mai subito condanne. Vi fu anche un progressivo allargamento della regione di provenienza dei concorrenti, agli inizi limitata alla sola Elide; con il passare del tempo, e la crescita di importanza dei Giochi, cominciarono ad affluire atleti da tutto il mondo greco e, in epoca romana, da tutti i territori dell'impero.
Rimane invece invariata nei secoli la discriminazione nei confronti delle donne, mai ammesse né in veste di atlete né di spettatrici. Al sesso femminile era riservata una sorta di Olimpiade minore, che iniziava subito dopo la chiusura dei giochi maschili ed era consacrata alla dea Era.


La fine delle Olimpiadi

i Giochi Olimpici sopravvissero sino al 393 d.C., anno in cui l'imperatore Teodosio (su invito di Ambrogio, vescovo di Milano) ne decretò la fine, in quanto manifestazione orgiastica e sediziosa. Due anni prima lo stesso imperatore aveva abolito tutti i culti e i centri di culto pagani: Olimpia e i suoi Giochi avevano così perso d'un colpo il loro significato sacrale.

La fine di un mondo


Sta proprio nel tramonto della cultura classica (che attribuiva alla fisicità un'importanza fondamentale) la ragione profonda della fine dei Giochi Olimpici e dello sport antico in generale. Il cristianesimo, nuova religione e cultura dominante, tendeva piuttosto a mortificare il corpo, ritenendolo poco più che un ostacolo sul cammino verso il raggiungimento del bene supremo: la salvezza dell'anima.


La ripresa dei giochi dopo ben 2672 anni fu merito del barone Pierre de Coubertin, grande appassionato di sport che, con la sua perseveranza, ed investendo buona parte dei suoi capitali, riuscì nell'impresa di far risorgere il mito delle olimpiadi nel 1892.
Egli ricercò la possibilità di un avvicinamento tra le nazioni in un confronto che non fosse necessariamente quello bellico, ma sportivo.
Nel 1894 fu così fondato il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) che organizzò la preparazione e lo svolgimento di quello che sarebbe stato il raggiungimento di entrambi gli obiettivi di De Coubertin, nonché l’inizio del più grande evento sportivo.

In questo contesto, oggi, dobbiamo rispondere ad una domande:
che tipo di società vogliamo essere e quali sono i principi cui diamo piu' importanza?
Se i principi in cui affermiamo di riconoscerci sono solo un'arma da utilizzare quando coincidono con i nostri interessi economici, o se debbano essere una sorta di bussola cui ispirarsi, indipendentemente dalla convenienza materiale della loro applicazione.

Eventi storico-politici influenzarono spesso lo svolgimento delle Olimpiadi. Per tre volte le Olimpiadi moderne vennero annullate, nel 1916, nel 1940 e nel 1944, a causa delle guerre mondiali. In altre occasioni le Olimpiadi divennero scenario di eventi legati a tensioni politiche, in chiara contraddizione con l’idea di fratellanza universale che dovrebbe ispirare la manifestazione.

Il boicottaggio olimpico piu' celebre è quello del 1980. Erano in programma le Olimpiadi di Mosca, ma alla fine i Paesi del blocco occidentale decisero di disertarle. All'origine del boicottaggio, vi era l'invasione sovietica dell'Afghanistan, iniziata nel dicembre 1979. All'epoca, l'Afghanistan viveva un drammatico scontro di potere tra le fazioni comuniste filo-sovietiche ed i nazionalisti islamisti in ascesa.
L'URSS di Breznev temeva che il suo impero potesse sgretolarsi a causa dell'emersione dell'islamismo in Asia. Jimm Carter temeva un possibile assorbimento del territorio afghano da parte dell'Unione Sovietica ed una drastica riduzione dell'influenza statunitense sul Golfo Persico, ma soprattutto aveva bisogno di dare una dimostrazione di forza all'interno degli Stati Uniti per cercare di guadagnarsi la riconferma alla Casa Bianca contro lo sfidante Ronald Reagan. Carter chiese all'URSS di rinunciare alla sua guerra in Afghanistan, e dinanzi alla irremovibilità di Breznev, guido' un blocco occidentale di Paesi nel boicottaggio dei Giochi.

Il boicottaggio, fortemente voluto anche dal mondo arabo, coinvolse qualcosa come 60 Paesi.
Anche l'Italia vi prese parte, naturalmente all'italiana. Il governo era a favore del boicottaggio, ma il Comitato olimpico nazionale era contrario. A Mosca, alla fine arrivo' una delegazione azzurra dimezzata, senza la nutrita pattuglia degli atleti dei corpi militari, senza bandiera, senza i colori azzurri e senza inno nazionale.

Il boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca, nell'immediato, non porto' buoni frutti né a Carter, né all'Afghanistan, né all'Unione Sovietica. Carter perse le elezioni da Reagan, l'Afghanistan visse 10 anni di guerra civile tra i carri armati di Mosca, mentre l'Unione Sovietica, dopo inauditi perdite umane, dovette infine ritirarsi dall'Afghanistan nel 1989. Il resto è storia relativamente recente, con la morte di Breznev nel 1982, con l'URSS che si è ritrovata a vivere una crisi economica devastante, ed infine con l'arrivo al potere nel 1985 di Gorbaciov, la Perestroika, la dissoluzione dell'impero sovietico, e l'avvento di un neo-zarismo mascherato da democrazia con l'era di Eltsin e quella di Putin.

Dall'anno del boicottaggio, gli Stati Uniti foraggiarono in misura sempre piu' consistente il fondamentalismo islamista in mezzo mondo, sempre in chiave anti-comunista. Con gli effetti collaterali che oggi sono davanti agli occhi di tutti.

Ex post, quel boicottaggio non produsse risultati positivi, fu probabilmente del tutto neutro sulla successiva evoluzione degli eventi: non fu altro che l'ennesima tappa della guerra fredda. Non a caso, 4 anni dopo, fu il blocco comunista a boicottare le olimpiadi di Los Angeles.

Cinquant'anni prima, nel 1936, le Olimpiadi di Berlino, quelle del nazismo e delle quattro medaglie d'oro di Jesse Owens non erano state oggetto di boicottaggio. Negli Stati Uniti, aveva infine prevalso l'opinione che non si dovessero politicizzare i Giochi, con la comunità afro-americana che asseriva che le probabili vittorie degli atleti di colore avrebbero demolito ogni tesi sulla supremazia della razza ariana.
Avevano torto. Adolf Hitler, abbandonando platealmente la tribuna al momento della premiazione, si rifiutò di riconoscere le vittorie dell’atleta statunitense di colore Jesse Owens, vincitore di quattro medaglie d’oro.


Nel 1976 molti Paesi africani boicottarono i Giochi di Montreal per protestare contro la complicità occidentale nelle politiche di apartheid in Sud Africa. A far scattare la protesta era stata una tourné della squadra di rugby neozelandese in Sud Africa.


Eventi storico-politici influenzarono spesso lo svolgimento delle Olimpiadi. A differenza dei Giochi olimpici dell’antichità, per i quali la tradizione voleva che durante la loro celebrazione si sospendesse ogni conflitto bellico in corso, per tre volte le Olimpiadi moderne vennero annullate, nel 1916, nel 1940 e nel 1944, a causa delle guerre mondiali. In altre occasioni le Olimpiadi divennero scenario di eventi legati a tensioni politiche, in chiara contraddizione con l’idea di fratellanza universale che dovrebbe ispirare la manifestazione.

Nel 1936, durante le Olimpiadi di Berlino, Adolf Hitler, abbandonando platealmente la tribuna al momento della premiazione, si rifiutò di riconoscere le vittorie dell’atleta statunitense di colore Jesse Owens, vincitore di quattro medaglie d’oro.

Durante i Giochi di Monaco del 1972, un gruppo di guerriglieri arabi del movimento palestinese Settembre Nero uccise due membri della squadra israeliana e ne presero in ostaggio altri nove, che persero poi la vita insieme a cinque guerriglieri durante lo scontro a fuoco con la polizia tedesca. In segno di lutto le Olimpiadi si fermarono per un giorno e la decisione di continuare ugualmente i Giochi fu criticata da molti.

Nel 1976, a Montréal, diversi paesi africani chiesero l’esclusione dai Giochi della Nuova Zelanda, la cui squadra di rugby aveva giocato in Sudafrica, stato nei confronti del quale il mondo sportivo aveva deciso una specie di embargo per denunciare il violento regime di apartheid allora in vigore: al rifiuto da parte della direzione dei Giochi, 31 nazioni si ritirarono dalle gare.

Gli Stati Uniti, insieme ad altri 64 paesi, non presero parte, nel 1980, alle Olimpiadi di Mosca, per protesta contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan (vedi Guerra in Afghanistan). I partecipanti, impegnati in 22 sport, furono comunque più di cinquemila. L’URSS boicottò di conseguenza, nel 1984, i Giochi di Los Angeles, in quanto, secondo Mosca, gli atleti sovietici non erano sufficientemente protetti contro i movimenti anticomunisti americani. Altre 18 nazioni dell’Est europeo e Cuba si associarono al boicottaggio e rinunciarono alle gare. Alle competizioni partecipò invece per la prima volta la Cina popolare. Nel 1988, a Seoul, parteciparono 159 nazioni, un record sino ad allora; l’unico problema politico fu la Corea del Nord, che non partecipò alle gare, insieme a Cuba.

Nel 1992 a Barcellona si ebbe finalmente un’edizione olimpica senza boicottaggi: il numero di nazioni (169) e di atleti (9356) superò ogni record; al posto dell’Unione Sovietica si presentò ai Giochi la Comunità degli Stati Indipendenti e molti dei suoi atleti (fra i quali il ginnasta Scherbo e il nuotatore Popov) si confermarono tra i più forti del mondo (complessivamente vinsero 45 medaglie d’oro); la Germania si presentò unita e il Sudafrica partecipò per la prima volta dopo il 1960. Vi presero parte inoltre nuove nazioni come la Slovenia e la Lituania.

Le Olimpiadi del 1996 hanno celebrato il centenario dei Giochi moderni e si sono svolte ad Atlanta, sede dello sponsor ufficiale dei Giochi, la Coca-Cola: decisione molto contestata, in quanto esempio evidente delle sempre maggiori concessioni dello sport alle regole dei profitti commerciali, e soprattutto perché la candidatura di Atlanta ha avuto la meglio su quella di Atene, a cui molti ritenevano spettasse di diritto ospitare l’edizione del centenario. Anche ad Atlanta, dove hanno preso parte le rappresentative di 197 paesi, tra cui per la prima volta la Palestina, la manifestazione è stata celebrata in un clima teso per il grande dispiegamento di mezzi di sicurezza che tuttavia non sono riusciti a evitare un attentato terroristico di matrice rimasta ignota. Le Olimpiadi del 2000, tenutesi a Sydney, in Australia, si sono invece svolte senza incidenti nonostante le tensioni legate alle discriminazioni subite per oltre due secoli dai popoli aborigeni.

Due sono state le ombre che hanno in parte offuscato i Giochi del 2004, svoltisi nuovamente ad Atene oltre un secolo dopo la prima, storica edizione del 1896: la minaccia del terrorismo internazionale, che ha comportato la predisposizione di imponenti misure di sicurezza, e la proliferazione dei casi di doping, che ha inquinato la regolarità delle prove di diversi atleti.
Continua...

Storie olimpiche... in tutti i sensi by Gabriele e Paolo







Figura 1-Vista stadio di Atene

Atene 1896.Il 16 giugno del 1894, durante un congresso sui problemi del dilettantismo e del professionismo nello sport, il barone Pierre Fredi de Coubertin illustra il suo progetto: far rinascere le Olimpiadi. De Coubertin ottiene un grande successo e vengono decisi subito data, il 1896, e luogo, Atene, della prima edizione delle Olimpiadi moderne. Viene inoltre istituito il Comitato Olimpico Internazionale. Il 6 aprile, un lunedì di Pasqua, del 1896 è il grande giorno: dopo 1503 anni, davanti a 70.000 persone, le Olimpiadi tornano finalmente a vivere.
Le notizie sulla rassegna ateniese, come del resto quelle sulle altre edizioni agli albori, sono piuttosto frammentarie e contrastanti. Basti pensare che anche il numero di partecipanti alle gare è tutt'altro che preciso, citando alcune fonti circa 250 atleti (tutti rigorosamente uomini), mentre altre portano il numero a circa 300, di cui quasi i due terzi greci. Gli albi d'oro di queste prime edizioni restano così un po’ approssimativi ed incerti, così come il reale svolgimento delle gare, problemi peraltro comprensibili, visto la portata e la novità dell'avvenimento. Quel che è certo è che ad Atene sono presenti ufficialmente 13 nazioni: Austria, Bulgaria, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Svezia, Svizzera, Ungheria, Australia e Stati Uniti. Ufficialmente non è presente l'Italia, anche se alcune fonti citano un tale Rivabella, che avrebbe partecipato a titolo personale nel tiro a segno. Un altro italiano avrebbe potuto partecipare alle Olimpiadi ed addirittura vincere nella maratona. Carlo Airoldi, questo il suo nome, saputo che l'Italia non avrebbe preso parte ufficialmente alla manifestazione, si organizza per un incredibile viaggio a piedi da Milano ad Atene. Percorrendo decine di chilometri al giorno giunge nella capitale greca in tempo per iscriversi alla maratona, ma il Comitato Olimpico non lo ammette. Le gare di atletica leggera sono quelle che suscitano il maggior successo. A dominarle sono gli americani, con grande disappunto dei padroni di casa. E pensare che gli statunitensi sono giunti in Grecia con una squadra di appena 14 atleti, 13 dall'università di Princeton, guidati dal professor Slogane, membro del CIO, e uno dall'università di Harvard. Proprio quest'ultimo, James Bredan Connelly, passa alla storia per essere cronologicamente il primo campione olimpico dell'era moderna, vincendo, nella stessa giornata d'apertura, la gara del salto triplo. Gli americani dominano anche i lanci, con Robert Garrett che vince nel peso e nel disco, e nella velocità con Thomas Burke, che col suo nuovo sistema di partenza, con le mani appoggiate alla pista, vince 100 e 400 metri. Nel mezzofondo è un australiano, Edwin Flack, a togliere le speranze ai greci vincendo






Figura 2-Gara 800m Olimpiadi Parigi

Parigi 1900. Queste Olimpiadi ebbero ben poco di olimpico, nonostante i buoni risultati ottenuti. I giochi si svolsero in condizioni difficili, durarono più di cinque mesi e spesso per le gare si utilizzarono campi di fortuna mentre le gare di nuoto furono tenute addirittura nella Senna. Chi riuscì a commuovere gli spettatori fu Ray Ewry, poliomielitico, riuscito a superare l’handicap ed a vincere le tre gare di salto da fermo: il lungo, l’alto e il triplo.






Figura 3-Salto in alto Olimpiadi di St Louis

St. Luois 1904. Gareggiarono per la prima volta concorrenti di colore. Dall’Australia (anche se non partecipò direttamente ai giochi) arrivò un nuovo modo di nuotare, il "crawl" quello che oggi comunemente viene definito "stile libero". Uno dei fatti più curiosi riguarda la maratona nella quale si dice si sia promesso in premio al vincitore un bacio della bellissima Alice Roosevelt, figlia del presidente degli Stati Uniti. Ma la maratona ebbe un altro clamoroso colpo di scena: il vincitore, il cow-boy Fred Lorz, dopo aver ricevuto il premio confessa candidamente di essersi fatto accompagnare per gran parte della maratona da un carro e viene squalificato, così il secondo, Thomas Hicks giunge al traguardo stravolto ed ansimante e vince la maratona: soltanto dopo si viene a sapere che è stato aiutato da un dottore con delle sostanze stimolanti. Si parla per la prima volta di Doping.





Figura 4-L'immagine drammatica dell'arrivo di Dorando Pietri -Maratona Londra

Londra 1908. Proprio durante la cerimonia d'apertura avvenne un incidente diplomatico. Al passaggio di fronte al palco reale, il portabandiera statunitense Ralph Rose non abbassa la bandiera, come avevano fatto gli alfieri delle altre nazionali, spiegando successivamente che "la bandiera statunitense non si inchina di fronte a nessun re della terra". Questo gesto ebbe però ripercussioni sulle gare in quanto i giudici di gara britannici, probabilmente risentiti dall'atteggiamento statunitense, li danneggiarono con decisioni arbitrali molto contestate. Per la prima volta si faceva sentire l'ingerenza della politica nello svolgimento dei giochi Olimpici e in particolar modo dei nazionalismi che segnavano in quel periodo l'Europa. E’ stata la prima Olimpiade in cui un atleta nero vince un oro. Ma, il vero Eroe dell’Olimpiade è Dorando Pietri, vincitore della maratona, subito squalificato perché soccorso a pochi metri dal traguardo. La vicenda commuove il mondo intero tanto che la regina Alessandra lo premia come vincitore morale e Pierre de Coubertin lancia il motto: "l’importante dei Giochi non è vincere ma partecipare, così come nella vita l’importante non è trionfare ma lottare" ricopiato dal sermone di un vescovo americano.








Figura 5-Gara di mezzofondo

Anversa 1920. Fatto del tutto simpatico è il debutto italiano alla gara di pallanuoto, nella quale, essendo costretti a gareggiare nelle freddissime acque del porto e terminando in parità il primo tempo, gli atleti si rifiutano di tuffarsi per terminare la partita.








Figura 6-Il pugile italiano Toscano olimpionico dei mesi medi Amsterdam 1928

D’ora in poi anche le donne potranno gareggiare nell’atletica leggera e nella ginnastica. In questa edizione si festeggia anche la fiamma olimpica di origine greca che sarà il simbolo del’inizio dei giochi olimpici. L’Italia, alla quale fu dedicato un saluto particolare dallo scrittore Gabriele D’Annunzio che terminava con il motto "Ut validius ut velocior" tanto più valido, quanto più veloce, per la prima volta riesce ad ottenere un quinto posto nel medagliere, ovviamente simboleggiata dalla squadra di calcio, che domina su tutte le altre quadre rappresentanti i vari paesi dell’Europa.










Figura 7 Los Angeles 1932-Lancio del giavellotto


Non vengono disputate le gare di calcio perché considerato sconosciuto per gli americani. E’ da porre l’accento, in questa edizione dei giochi, lo spirito di squadra dimostrato dal ginnasta Terasvirta che essendo qualificato a pari merito con il compagno Savolainen gli cede la medaglia d’argento. Ci fu un'atleta speciale che riuscì a vincere insieme alla sua squadra il torneo di pallanuoto con solamente una gamba. Un’impresa che detta così sembra impossibile ma che il grande Ungherese Oliver Halassy riuscì a realizzare grazie alla sua tenacia e alla sua voglia di arrivare.








Figura 8-Jesse Owens ai blocchi di partenza dei 100m-Berlino 1936


Il nero Jesse, diminutivo di James Cleveland Owens riesce a vincere ben 4 medaglie d’oro, in barba a Hitler che ritiene i neri una razza inferiore e alla quale non ha mai voluto fare le sue congratulazioni.
Londra 1948. Dal 1936, ultimo anno delle Olimpiadi, sono trascorsi 12 anni e la guerra con le sue tragedie e i suoi disastri aveva fatto sì che non si organizzassero le edizioni del 1940 e del 1944. I danni erano stati devastanti e le risorse per poter organizzare una Olimpiade erano limitate, tanto che le Nazioni dei partecipanti a questa edizione dei Giochi erano costrette ad inviare i viveri da casa e gli atleti ad alloggiare in baracche, ma l’entusiasmo degli spettatori rese l’atmosfera festosa e in grado di dimenticare almeno per quel periodo i disastri presenti della guerra. Fanny Blankers Koen soprannominata la "Mamma Volante", è un'atleta olandese di 30 anni, che diventa primatista mondiale nelle gare di salto in alto e salto in lungo, una delle poche notizie di spessore di questa edizione
Helsinki 1952. L’uomo più acclamato fu Emil Zatopek, soprannominato "uomo cavallo", che riuscì in una sola settimana ad imporsi nei 5000 metri, nei 10.000 metri e nella maratona. L’Italia poté vantare le vittorie di Carlo Pedersoli, attuale attore conosciuto come "Bud Spencer", che riuscì a vincere i 100 metri nuoto scendendo sotto al minuto.
Roma 1960. Nell’ambito dei Giochi, Roma organizza la maratona al di fuori dello stadio, con partenza dal Campidoglio ed arrivo sotto l’arco di Costantino dove la vittoria è assegnata ad Abebe Bikila, etiope che corre a piedi nudi. Nella boxe si fecero notare due atleti che si ricordano ancora oggi come grandi dello sport, Nino Benvenuti e Cassius Clay.
Tokio 1964. Per la prima volta i Giochi Olimpici vengono disputanti in una nazione dell’Est, in un paese che riesce a dimostrare la sua grande capacità organizzativa e di essere all’avanguardia nelle telecomunicazioni. Fu infatti il primo anno che grazie ad un satellite artificiale si riuscì a vedere le Olimpiadi in tutto il mondo. Ma il problema di queste Olimpiadi come quello della precedente edizione, fu la forte rivalità nata tra le due potenze maggiori Stati Uniti e Unione Sovietica che gareggiarono in un clima molto ostile.
Città del Messico 1968. Per la prima volta è una donna, Norma Enriqueta Basilio Sotero a portare la fiaccola con la fiamma di Olimpia all’interno dello stadio. Inoltre per la prima volta le due Germanie gareggiano divise. Il fatto più clamoroso accade il 17 Ottobre quando Tommie Smith e John Carlos, primo e terzo nei 200 metri, salgono sul podio a piedi nudi sollevando il pugno alzato ed abbassando la testa quando viene sollevata la bandiera americana, in segno di protesta per la considerazione dei bianchi americani verso i negri considerati come "animali, buoni unicamente per correre più velocemente oppure per saltare più in alto o più in lungo", come disse Smith. Ventiquattrore dopo anche Lee Evans, Larry James e Ron Freeman, primo secondo e terzo nella 400 metri, salgono sul podio a piedi nudi, con il pugno alzato e con il basco scuro delle Pantere nere, suscitando questa volta l’ira degli organizzatori e di Pyton Jordan responsabile della squadra atletica che minaccia ritorsioni. Gli atleti vengono poi sospesi dalla Federazione americana. Questi eventi clamorosi non sconvolsero però la competizione sportiva, anzi il prosieguo della manifestazione fu tranquillo e nel rispetto delle regole.
Monaco di Baviera 1972. Si ricorda tristemente il gruppo "Settembre Nero", un’organizzazione di terroristi arabi, che riuscì ad eludere la sorveglianza del villaggio olimpico ed entrò negli alloggi della squadra israeliana mettendo a segno una vera e propria strage con l’uccisione dell’allenatore e di alcuni atleti, il ferimento di altri e prendendone diversi ostaggi. I malviventi furono poi catturati e le gare ripresero nonostante le critiche di molti che ne avevano chiesto la sospensione.
Montreal 1976. Si parla della sovietica Uliana Semjonova, una cestista che verrà nominata molto per la sua enorme altezza, ben 218 centimetri per 127 Kg. di peso, una gigante della pallacanestro. Oltre alla sovietica, desta molto interesse sia da parte degli sportivi che dal pubblico in genere e presa di mira anche dalle televisioni, la ginnasta rumena Nadia Camaneci, definita la "Liana vivente" per la sua completa agilità e la sua perfezione nei movimenti, che riesce ad aggiudicarsi un oro un argento ed un bronzo e cosa più importante, riesce a vincere con tre "dieci", votazione che nessuna mai nella storia del’atletica è riuscita ad eguagliare.
Los Angeles 1984. In particolare è l’anno di Carl Lewis, definito la copia di Jesse Owens, che se ne differenzia però per la simpatia. Entrano in scena, i Fratelli Abbagnale, campioni olimpici di canottaggio.
Seoul 1988. "L’Olimpiade del doping", questo è l'episodio saliente che si ricorda di questa edizione dei giochi, così ben organizzati e trasmessi da tutte le maggiori televisioni del mondo, ma testimoni di una grande sconfitta morale. Ben Johnson, il vincitore dei 100 metri viene squalificato per doping. Ma questa Olimpiade non è caratterizzata soltanto da fatti negativi, è un’edizione di vincitori e di sportivi veri. Protagoniste tra le donne sono Steffi Graf grande tennista che vince il singolo, la Rumena Silivas, che ottiene tre medaglie d’oro nella ginnastica in un’ora, e Florence Griffith, che con la sua grande spinta, lo scatto potente e la sua femminilità, vince i 100 ed i 200 metri. Per l’Italia, i protagonisti sono Gelindo Bordin, maratoneta indiscusso, che ottiene il primo posto, a cui fanno seguito i Fratelli Abbagnale che come quattro anni prima conquistano l’interesse del pubblico ed i premi più ambiti del canottaggio, il pugile Giovanni Parisi, il fiorettista livornese Stefano Cerioni, ed il grande "Pollicino", Vincenzo Maenza vincitore della gara di Lotta Greco/Romana.
Atlanta 1996. L’eroe dei Giochi è stato il texano Michael Johnson che ha compiuto la storica impresa, di vincere nella stessa Olimpiade il titolo dei 400 metri e tre giorni dopo quello dei 200 metri. In quest’ultima gara, il ventinovenne texano ha stupito il mondo portando il record mondiale ad un incredibile 19' 32”. Anche Carl Lewis ha avuto il suo record tutto personale, a 35 anni ha saputo vincere la quarta medaglia d’oro consecutiva nel salto in lungo. Ai Giochi di Atlanta hanno partecipato 197 nazioni, un record assoluto. Era presente anche una rappresentanza della Palestina, mentre la squadra sudafricana sfilava dietro il nuovo vessillo della riunificazione razziale. E toccava proprio a uno sconosciuto sudafricano di colore Josia Thugware , vincere la più classica delle gare olimpiche, la maratona. Non mancano anche eroici e piccoli drammi personali. Come quello della piccola ginnasta statunitense Kerri Strug che, fratturatasi una caviglia alla conclusione del volteggio, è riuscita ugualmente a concludere l’esercizio contribuendo alla prima vittoria della squadra USA nella ginnastica.
Sidney 2000. E' entrata oramai nella storia come l'Olimpiade della comunicazione. L'Australia, che da sempre si considera isolata dal resto del pianeta, ha puntato sulla multimedialità per rendere il proprio paese visibile al resto del mondo. Sono stati definiti da Samaranch i migliori di sempre.
Atene 2004. Il polacco Korzeniowski entra nella leggenda della 50 km marcia: da Atlanta 1996 è assoluto dominatore della specialità. Tre allori olimpici consecutivi a cui si aggiunge il titolo olimpico nella marcia 20 km conquistato a Sydney 2000; quattro medaglie d'oro che rendono l'olimpionico polacco una figura di prima grandezza nella marcia. C'è poi Stefano Baldini, l'eroe di Maratona, che grazie alla sua impresa ha regalato all'Italia emozioni irripetibili e insperate: nella gara più affascinante, sul percorso degli antichi eroi greci, è stato capace di conquistare un titolo che agli azzurri mancava da Seoul 1988 quando Gelindo Bordin, con una appassionante rimonta, tagliò per primo il traguardo olimpico nella maratona.

È molto difficile stabilire chi sia il più grande atleta olimpico di tutti i tempi, data la diversità degli sport e l'evoluzione delle Olimpiadi dal 1896 ad oggi.

Questa è la classifica degli atleti che hanno vinto più medaglie:

Atleta Nazione Disciplina Olimpiadi
Medaglia d'oro

Medaglia d'argento

Medaglia di bronzo
Totale
Ray Ewry bandiera Stati Uniti d'America Atletica leggera 1900-1908 10 0 0 10
Larissa Latynina bandiera Unione Sovietica Ginnastica 1956-1964 9 5 4 18
Paavo Nurmi bandiera Finlandia Atletica leggera 1920-1928 9 3 0 12
Mark Spitz bandiera Stati Uniti d'America Nuoto 1968-1972 9 1 1 11
Carl Lewis bandiera Stati Uniti d'America Atletica leggera 1984-1996 9 1 0 10
Bjørn Dæhlie bandiera Norvegia Sci di fondo 1992-1998 8 4 0 12
Sawao Kato bandiera Giappone Ginnastica 1968-1976 8 3 1 12
Jenny Thompson bandiera Stati Uniti d'America Nuoto 1992-2004 8 3 1 12
Matt Biondi bandiera Stati Uniti d'America Nuoto 1984-1992 8 2 1 11
Nikolay Andrianov bandiera Unione Sovietica Ginnastica 1972-1980 7 5 3 15

Questa classifica tiene conto dei risultati delle Olimpiadi estive del 1906, dove Ray Ewry vinse due medaglie d'oro. Quei Giochi non vengono però riconosciuti dalla cronologia ufficiale delle Olimpiadi; senza queste medaglie, Ray Ewry si ferma a quota 8.
Come si può vedere, i due atleti più medagliati di tutti i tempi sono Larissa Latynina (18 medaglie) e Nikolay Andrianov (15 medaglie), entrambi ginnasti.
Continua...

Racconti ed emozioni by Gabriele e Paolo

RACCONTI ED EMOZIONI
Un’avventura mancata è quella dell’atleta italiano Carlo Airaldi che dopo un viaggio rocambolesco, si vede negare il permesso di partecipare alla maratona di Atene, in quanto vigendo un regolamento ferreo sul dilettantismo dell’Olimpiade, avendo il podista ricevuto un compenso in una precedente gara viene così escluso. Può essere interessante in questa parte del blog, analizzare i valori dello sport attuale sempre più spesso legati al business, con quelli suoi originali di gioco, confronto, lealtà. Il sito che fa riferimento alla storia di Carlo Airoldi è Parigi 1900. Le gare di corsa si svolsero in un ippodromo, quelle di nuoto ed di canottaggio nella Senna e quelle di equitazione in una via del centro di Parigi. Gli organizzatori fecero addirittura svolgere la gara di lancio del disco in un parco pieno di alberi. Il pubblico che visitava l'Esposizione ed assisteva alle gare spesso ostacolava gli atleti gironzolando ignara per i campi di gara. Il programma delle gare era molto confuso riguardo a quali delle molte gare sportive disputate facessero parte delle Olimpiadi. Comunque furono le prime Olimpiadi che videro la partecipazione delle donne alle competizioni.


E qui la fine del post.Parigi 1900 Il tedesco Ernest Hoppenberg, conclusi con successo i 200 metri dorso, venne salvato mentre rischiava di annegare, soffocato dalla dentiera!!!!

Stoccolma 1912 Il barone De Coubertin che aveva tanto lottato affinchè le Olimpiadi ritornassero a disputarsi, partecipò al concorso letterario incluso nel programma dei giochi, sotto falso nome. Il suo componimento letterario Ode allo Sport vinse il primo premio. Ma l'atleta che segnerà nel tempo con il suo nome l'edizione dei Giochi di Stoccolma 1912 è l'americano Jim Thorpe. E non solo per le sue straordinarie doti atletiche, ma anche per la sua particolarissima e malinconica vicenda. Jim Thorpe è di origini pellerossa e per la sua tribù è Wa Tho Huck, Sentiero Lucente. E' un atleta completo, sa esprimersi ad altissimi livelli sia nella velocità, che nei salti e nei lanci. Decide così di gareggiare nelle prove multiple. A Stoccolma strabilia tutti, vincendo con grande margine il pentathlon e il decathlon, siglando delle performance che lo avrebbero fatto qualificare per le finali olimpiche un po' in tutte le singole prove. Si guadagna anche l'ammirazione del re di Svezia Gustavo V, che vuole premiarlo personalmente, e nel momento in cui gli consegna la medaglia d'oro gli confessa tutta la sua stima con un "lei è il più grande atleta del mondo". Ma qui comincia la parte drammatica della sua vicenda: l'Amateur Athletic Union degli USA comunica al CIO che Sentiero Lucente ha ricevuto uno stipendio per aver giocato qualche mese in una squadra di baseball. Pochi dollari, che gli servivano per vivere, ma il CIO è irremovibile: quello che era stato definito il più grande atleta del mondo deve conoscere l'onta della restituzione delle medaglie e veder cancellato il proprio nome dall'albo d'oro olimpico. Da lì Thorpe passerà a praticare un po' ogni tipo di sport a livello professionistico, dal baseball al football, fino ai rodei e alle esibizioni nei circhi, si sposerà tre volte, avrà otto figli, ma soprattutto quell'ingiustizia subita lo accompagnerà per sempre. A 40 anni si ritira dall'attività sportiva, ma dei soldi guadagnati non gli rimane ormai quasi niente. Gli ultimi anni li vive tristemente in una roulotte comprata grazie ai soldi raccolti dai vecchi compagni d'università, in preda all'alcolismo. Nel 1953 arriva la fine, a 64 anni. Ci vorranno altri trent'anni per arrivare al momento in cui il CIO accoglierà le proteste dei figli di Thorpe Sentiero Lucente e restituirà loro le medaglie d'oro vinte dal padre. http://it.wikipedia.org/wiki/Jim_Thorpe. Un’altra storia straordinaria è legata all’atleta giapponese Siso Kanakuri, che impiegherà 55 anni per concludere la sua maratona. Si persero di lui le tracce infatti a metà gara e non si seppe più nulla. Un giornalista svedese lo scovò nel 1962 e si fece raccontare la storia. A metà gara, distrutto trovò ospitalità presso una famiglia svedese. Per coprire l’onta del ritiro , fece il viaggio di ritorno in incognito. Nel 1967 il CIO lo riportò in Svezia e gli consegnò un titolo onorario.


Amsterdam 1928 L 'ungherese Attila Petschauer vinse l'oro nella sciabola, ma ciò non impedì la sua deportazione in un campo di concentramento. Fu riconosciuto come atleta, ma ugualmente torturato e immerso in acqua gelida. Morì assiderato nella notte fra il 19 ed il 20 gennaio del 1943. Straordinaria edizione anche questa, ma ancora una volta a destare scalpore è la prova più dura la maratona, ed ancora una volta è un italiano a combinarla grossa. Si chiama Attilio Canton, atleta analfabeta, pare che tra i primi a pochi km dalla fine si ritirò perché non in grado di leggere i cartelli. Storie di altri tempi! Stremato dalla stanchezza si ritirò, pensando che mancasse ancora molta strada.


Berlino 1936 La squadra italiana del salto triplo non presentava nessun atleta capace di superare i 15,5 metri. Quando i commissari del CONI videro un giapponese saltare 16 metri durante le prove, ritirarono la squadra dalla gara. Sempre a Berlino i neri americani furono accolti cordialmente durante il loro soggiorno olimpico, nonostante le note ostilità del regime nazista. Matthew Robinson, argento nei 200 metri, successivamente dichiarò di esser stato trattato bene dalla gente in Germania, il difficile fu, tornando negli Stati Uniti, doversi sedere in fondo ai bus nei posti per cittadini di seconda classe. Come la storia ricorda queste Olimpiadi si svolsero in Germania in pieno regime nazista. Hitler cercò di sfruttare l’evento per fare propaganda del suo paese e della superiorità della razza ariana su tutte le altre. Ma anche in questo caso le emozioni ci portano lontano nel profondo Michigan, Jesse Owens, dove un atleta di colore manderà in frantumi il mito della superpotenza tedesca vincendo allo stadio Olimpico di Berlino quattro medaglie d’oro nella velocità e nella staffetta con tempi da primato. Hitler se ne va dallo stadio furibondo, mentre Owens entra nella leggenda. http://www.olimpiadi.it/campioni/Jesse_Owens/index.html. Ma la storia dell’Olimpiade ci racconta di un’altra razza ritenuta inferiore che dimostrò tutta la sua forza nella gara per eccelenza, la maratona con la vittoria del giapponese Kitei Son


Roma 1960 Giulio Andreotti, presidente del comitato organizzatore, iniziò il suo discorso di benvenuto, come saluto ufficiale per atleti e organizzatori. Discorso che sembrava non dover avere fine. Furono gli stessi romani, spazientiti, a farlo smettere a suon di fischi.

Tokio 1964 La polacca Eva Klobukowska faceva parte del quartetto che disputava la staffetta 4x100. La Polonia vinse la gara grazie soprattutto alle sue prestazioni. Tre anni dopo, esami clinici, dimostrarono che la Klobukowska era in realtà un uomo. Fu ovviamente squalificata.

Berlino 1972 Ancora più curioso e strano il caso di Lorna Johnstone, l'amazzone inglese che partecipò alle olimpiadi di all'età di 72 anni, in procinto di divenire bisnonna. Si classificò dodicesima, prima della squadra britannica.

Mosca 1980 Il team azzurro di tiro a volo fu controllato come di rito all'arrivo al villaggio olimpico. Il servizio antidroga che stava operando il controllo venne allertato da uno dei cani che si era messo ad abbaiare contro la valigia dell'emiliano Garagnani. Attimi di panico, fino a scoprire che nella valigia in realtà cera solo un bel prosciutto.

Barcellona 1982 durante la semifinale dei 400 metri piani, il britannico Derek Redmond si ruppe il tendine d'achille come già accadutogli a Seoul. Vedendolo piangere sulla pista il padre gli si avvicinò, accompagnandolo mano nella mano sino al traguardo. Fu uno dei momenti più toccanti dei Giochi.

Sidney 2000 pochi giorni prima dell'inizio dei giochi una ditta che produceva profilattici decise di donarne ben 11.000 agli atleti presenti a Sidney, che li accettarono molto felici.

Atene 2004 L'arbitro russo Yuri Kovalenko venne arrestato durante i giochi perchè sospettato di un duplice omicidio compiuto 14 anni prima.

Pechino 2008 La data d'inizio è stata scelta in maniera tutt'altro che casuale, facendo ridondare il numero "8", particolarmente caro alla tradizione cinese: per tale ragione, l'avvio dei giochi avverrà lo 08/08/08 alle 08:08!

Continua...